Sono 3.680 le stazioni appaltanti qualificate secondo il sistema previsto dal nuovo Codice dei contratti pubblici. È quanto emerge dall’ultimo report trimestrale pubblicato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, aggiornato al 31 dicembre 2025, che fotografa lo stato di attuazione del modello organizzativo introdotto dal d.lgs. 36/2023.
Il sistema di qualificazione rappresenta uno dei pilastri della riforma degli appalti: la possibilità per le amministrazioni di bandire e gestire procedure di gara è infatti subordinata al possesso di specifici requisiti di capacità amministrativa, competenze tecniche e organizzazione interna. Il meccanismo, disciplinato dagli articoli 62 e 63 del Codice e dall’Allegato II.4, mira a rafforzare la qualità delle procedure e ridurre la frammentazione delle stazioni appaltanti. Alla fine del 2025 risultano qualificate, tramite domanda, 3.680 amministrazioni. La maggior parte degli enti ha scelto di qualificarsi per entrambe le tipologie di contratti: il 60,4% è abilitato sia per lavori sia per servizi e forniture, mentre il 17,3% è qualificato esclusivamente per i lavori e il 22,3% solo per servizi e forniture. In termini assoluti, le amministrazioni abilitate sono 2.858 nel settore lavori e 3.045 nel settore servizi e forniture. Il report analizza anche le domande presentate: 4.097 istanze per i lavori e 4.419 per servizi e forniture. La percentuale delle amministrazioni che non ha ottenuto la qualificazione si colloca tra il 9% e il 12%, un valore in linea con quello registrato nella fase iniziale di applicazione del sistema nel 2023.
La qualificazione è articolata in livelli, che determinano l’importo massimo delle procedure che un’amministrazione può gestire autonomamente. Nel settore lavori i livelli sono L1, L2 e L3, mentre per servizi e forniture sono previsti SF1, SF2 e SF3. I dati mostrano che la maggioranza delle amministrazioni si colloca nel livello più alto: il 62,2% degli enti qualificati nei lavori ha ottenuto il livello L1, mentre nel settore servizi e forniture circa il 60% ha raggiunto il livello SF1.
Particolarmente diffuso è stato il ricorso alla clausola di salvaguardia, che consente alle amministrazioni di mantenere temporaneamente il livello di qualificazione del biennio precedente. Ne hanno usufruito 568 amministrazioni nel settore lavori (circa il 21,5% del totale) e 971 nel settore servizi e forniture (circa un terzo degli enti qualificati).
Nel complesso il report evidenzia un sistema ormai ampiamente diffuso e in fase di stabilizzazione. Allo stesso tempo, il ricorso alla salvaguardia e la distribuzione dei livelli di qualificazione indicano che molte amministrazioni stanno ancora completando il percorso di adeguamento organizzativo richiesto dalla riforma, in un contesto che potrebbe portare nel tempo a una maggiore concentrazione delle procedure di gara nelle amministrazioni più strutturate.



