Qualificazione delle stazioni appaltanti: il nodo strategico della formazione nel sistema ANAC

Con il nuovo Codice dei contratti pubblici e l’entrata a regime del sistema di accreditamento della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, la formazione del personale diventa uno dei pilastri per ottenere e mantenere la qualificazione delle stazioni appaltanti. Regole, transizioni normative e strategie operative.

Nel sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici, la formazione del personale rappresenta uno dei fattori determinanti per l’accesso e il mantenimento dell’abilitazione a gestire le procedure di gara.

Tra i diversi parametri valutati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) – come il numero di gare gestite, il rispetto degli obblighi di comunicazione o l’efficienza dei processi decisionali – il requisito della formazione incide per 20 punti su 100, un peso che rende evidente come la competenza professionale delle strutture interne sia considerata un elemento essenziale per la qualità dell’azione amministrativa.

Il sistema di qualificazione richiede infatti che ogni amministrazione disponga di una Struttura Organizzativa Stabile (SOS) composta da personale adeguatamente formato e aggiornato. Non a caso, nel momento in cui una stazione appaltante presenta l’istanza di qualificazione sul portale ANAC, deve indicare in modo dettagliato quali attività formative siano state svolte dal personale della SOS nel triennio precedente.

Formazione e istanze di qualificazione

La disciplina varia a seconda della tipologia di qualificazione richiesta. Le amministrazioni possono presentare istanza per:

• le fasi di progettazione e affidamento (che comprendono automaticamente anche la fase di esecuzione);

• la sola fase esecutiva.

Su questo punto è opportuno ricordare che dal 1° gennaio 2025 la qualificazione ottenuta per le fasi di progettazione e affidamento si estende automaticamente anche alla fase di esecuzione dei contratti. Ciò significa che molte amministrazioni che in passato hanno presentato due distinte istanze potrebbero averlo fatto inutilmente.

Un’altra novità rilevante riguarda la durata della qualificazione. Con le domande presentate dalla metà del 2025 è entrato in vigore il cosiddetto “criterio mobile”: la qualificazione ha una validità ordinaria di due anni dalla data di approvazione da parte di ANAC, rendendo necessario un aggiornamento costante delle competenze del personale.

Il nuovo sistema di accreditamento della formazione

Il nuovo Codice dei contratti pubblici ha introdotto un cambiamento significativo anche nella governance della formazione. L’articolo 63 del decreto legislativo n. 36/2023 ha affidato alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) il compito di definire i requisiti per l’accreditamento dei soggetti pubblici e privati che erogano corsi di formazione sugli appalti pubblici. In pratica, dal 2025 i corsi utili ai fini della qualificazione devono essere organizzati da enti accreditati SNA, i quali sono soggetti a verifiche e controlli anche a campione. Il sistema introduce quindi un filtro di qualità che mira a garantire l’affidabilità dei percorsi formativi e la reale acquisizione di competenze operative. Per i corsi frequentati entro il 31 dicembre 2024 continua invece ad applicarsi il regime transitorio previsto dalle precedenti linee guida ANAC, che prevedeva criteri più flessibili nella scelta dei soggetti formatori.

Le tipologie di formazione riconosciute

Il nuovo modello distingue diverse categorie di formazione, ciascuna con un peso diverso ai fini della qualificazione:

formazione base, con un minimo di 20 ore nel triennio;

formazione specialistica, con almeno 60 ore;

formazione avanzata, che può arrivare fino a 150 ore complessive.

A queste si aggiunge la nuova formazione di aggiornamento, che consente di prolungare la validità delle competenze acquisite ma non attribuisce punteggio diretto ai fini della qualificazione. La partecipazione ai corsi comporta il rilascio di un open badge digitale, che certifica la formazione ricevuta e ha una durata limitata nel tempo. Per ottenerlo è necessario frequentare almeno l’80% delle ore previste e superare una prova finale di valutazione.

La formazione nella fase di esecuzione

Un ulteriore passaggio normativo è previsto per il 1° aprile 2026, data dalla quale il sistema di accreditamento SNA sarà pienamente operativo anche per la formazione relativa alla fase esecutiva dei contratti. Fino a quella data resteranno validi i corsi già svolti secondo le precedenti tabelle dell’Allegato II.4 del Codice, purché completati entro il termine stabilito. Le nuove linee guida prevedono inoltre percorsi formativi differenziati per lavori pubblici, servizi e forniture, con specifici moduli dedicati a temi ormai centrali nella gestione degli appalti pubblici: digitalizzazione delle procedure, sostenibilità, prevenzione della corruzione e project management.

Pianificazione e fabbisogni formativi

Oltre agli aspetti formali necessari per ottenere il punteggio richiesto da ANAC, la formazione dovrebbe essere considerata anche come un investimento strategico. Le amministrazioni sono chiamate a definire un vero piano dei fabbisogni formativi, individuando i percorsi più utili in relazione alle attività contrattuali svolte e alle competenze del personale coinvolto nelle diverse fasi dell’appalto. Ciò significa, ad esempio, orientare la formazione verso le procedure più utilizzate dall’ente, oppure rafforzare le competenze su strumenti innovativi previsti dal nuovo Codice, come il dialogo competitivo, gli accordi di collaborazione o il ciclo digitale dell’appalto. In questo contesto diventa sempre più diffusa anche la scelta di organizzare corsi personalizzati “in house”, soprattutto quando il numero di dipendenti da formare è elevato o quando l’amministrazione ha esigenze operative molto specifiche.

Verso una professionalizzazione delle stazioni appaltanti

Il sistema delineato dal nuovo Codice e dalle linee guida ANAC punta chiaramente a rafforzare la professionalizzazione delle stazioni appaltanti. La formazione non è più soltanto un requisito burocratico per ottenere un punteggio nella qualificazione, ma diventa uno strumento per garantire amministrazioni più competenti, capaci di gestire procedure complesse e di assicurare maggiore trasparenza ed efficienza nella spesa pubblica. In un sistema degli appalti sempre più digitalizzato e regolato da norme in continua evoluzione, la qualità delle competenze interne rischia infatti di diventare il vero fattore discriminante tra amministrazioni in grado di operare autonomamente e quelle destinate a dipendere da centrali di committenza o strutture sovraordinate.

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